Bellofatto è… di Pietro Romano

A metà novembre dello scorso anno, un messaggio su Facebook dell’autore (blogger e tour operator) mi chiedeva alcuni consigli in merito alla trascrizione di alcune frasi nel dialetto laertino.

Ho visto in seguito che le mie indicazioni sono state inserite in un libro su un viaggio in Puglia dal titolo pittoresco e suggestivo: “Bellofatto, il tour fra briganti, brigadieri, santi e abitanti”. Ho scoperto che l’autore è stato un interessato frequentatore delle nostre parti, con amicizie nel campo dell’arte, della cultura, del turismo e, penso, anche della cucina laertina. Poi il libro è uscito, l’ho prenotato in libreria, è arrivato alcuni giorni fa, l’ho letto con interesse, ho ritrovato la trascrizione dei miei suggerimenti (insieme alla variante stretta del nostro dialetto, frutto di una attenta… par condicio) e i ringraziamenti di rito di pag. 109. Che dire, una bella sorpresa.
Di cosa parla? Ecco cosa ci dice il risguardo di copertina. “Il tour tra briganti, brigadieri, santi e abitanti – Bellofatto” nasce dallo sviluppo di precedenti articoli pubblicati su www.pugliaround.com (utili per approcciarsi al libro), caratterizzati da una lettura alternativa della regione (Puglia)… Tale percorso è l’occasione del viaggio, e l’andare di uomini e lingue, entrambi migranti, che si raccontano in casa altrui; azioni che si svolgono quasi sempre fuori dal punto di origine del protagonista, perché ogni uomo è forestiero, ospite di qualcun altro”. (dal libro, descrizione #bellofatto)
“Basta che dica della sola presenza di un carovignese nella terra delle gravine per aprire le porte di altri luoghi e arricchire il viaggio della giornata… Indico le strade sulla maiolica e c’è chi chiede quanto dura la visita in gravina, quale la profondità e se i bambini possono andarci. Una bambina vuol sapere quanta acqua bevono i laertini, presumendo che il rumore del torrente inviti a bere. Un bimbo mi domanda se Mangiamaccheroni abita in una grotta e se c’è da avere paura di lui. Un ragazzino vede nelle pareti profonde delle Murge alti condomini capovolti. Questa visione mi fa pensare alla superficie che calpestiamo simile al mantice di una fisarmonica. Mette in circolo aria eterna per unire due mondi apparentemente opposti ma unici nell’essenza”.
(dal libro, pag. 84)
Abbiamo tutti presente il prototipo classico dell’idea di turismo: spostarsi, viaggiare, conoscere, divertirsi, dimenticare gli affanni, ed è anche giusto, ma nasconde altre riflessioni profonde quel termine. Non vi pare che turismo sia ambiente, storia, natura, antropologia, archeologia, etnologia, sociologia, letteratura, poesia, e tant’altro ancora? Sì, il turismo è cultura, e mentre coltiva terreno fecondo per le guide canoniche, diventa lavoro sul campo per scrittori e poeti, artisti e letterati, e gli ambienti rivivono di una nuova luce. L’hanno già fatto Dante, Goethe, Byron, Keats, Hemingway, Tolstoi, Joyce, Wolf, girando per l’Italia; Vito Carenza sperimenta il suo stile di rimandi e metafore facendo parlare luoghi e voci di Puglia, in una commistione scenica che invade anche la nostra Laterza, fra scalette del centro storico, Mangiamaccheroni e borracce in maiolica. Un percorso da seguire.
Laterza, 5 maggio 2021
Pietro Romano, coordinatore didattico A. B.M.C. Laterza
A.B.M.C. Laterza
in biblioteca nella Sezione “Laterza, Autori e Opere”
collezione Romano Pietro, in memoria di Mimmo Giacoia
Bellofatto presso Mondadori Bookstore a Laterza.

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