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Carovigno

L’appello

Dalla scuola materna fino al rione Terra ci sono un paio di decenni, Eracle li percorre, da grande vuole fare il glottologo.

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Gli spietati

Francesco Laveneziana non gioca più con le pistole, né mai è stato il bullo che si pensava diventasse, un combattente inquieto si.

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Bellofatto

“Ciao campione, com’è andata a scuola?” “Male”, risponde elettrizzato dal gioco e dalla presa in Giro di cui siamo complici.

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Marina si sposa a Carovigno

Marina si fa bella e vive come le altre durante le sue attese, quando non ride balla con tutti i suoi pensieri nella mischia di fastidi e piaceri.

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Le nuove cose

Le nuove cose sono salti oltre il cerchio disegnato della periferia, raggiungibili attraverso scale, ponti, terra e acqua.

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Tinte fredde

Una canzone invita a ballare ironicamente in Puglia, dal suo nord al suo sud, regione anche di vulcani e non soltanto di praterie di terra e di mare. Perché non è il Salento, né lu sule o lu mare e nemmeno lu ientu.

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Il giardino dei ferrovieri d’inverno

Tatam, tatam, corrono sulla ripetitività di questo suono le visioni e i ricordi, le idee e le riflessioni dei ferrovieri seduti nei vagoni. Tante immagini pensate nell’istante in cui il treno attraversa la stazione di Carovigno e qui scese.

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Un mosaico di voci

Terra è femmina davvero, si può resisterle e ci si può far male. Il fard è il fertilizzante di bellezza espressa in ogni sua regione, luoghi della seduzione e di sudori diversi.

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Sotto il cielo

Il cielo comincia sotto i nostri piedi e ci sono luoghi dove l’uomo lavora per ampliare lo spazio da riempirsi di cielo.

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Cucina con vista

L’acqua bolle e come un vulcano erutta dosi di umiltà, di viaggi ed esperienze, di ritorni e rabbia giustificata, di contraddizione fatta di rassegnazione e sfida.

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