Mondi di Brindisi

Il cuore soffiava forte, agitava la bandiera di Mondi e spingeva la barca verso la costa promessa che l’ha poi conquistato.

Mondi vuole che Brindisi si senta in credito nei suoi confronti, proprio come lui sente di esserle debitore sempre. Era molto giovane quando è nato da genitori italiani con i quali ha allenato il cuore a soffiare sull’Adriatico, esportando brezza di mare e importando corrente balcanica. Uno scambio naturale su cui ha costruito inconsapevolmente il suo viaggio emozionale che han fatto l’uomo e il professionista che è. E’ albanese ed è stato un migrante, accolto e adottato ha imparato ad emanciparsi da tabù e pregiudizio, due autostoppisti sospetti che ha lasciato lungo il ciglio del ponte tra l’Albania e Brindisi. La migrazione è un diritto fenomenale dell’uomo e vuole così giustificarla, se pur a posteriori riguardo la sua esperienza di viaggio degli anni ’90, intrapresa come un allontanamento sia volontario che obbligato e stretta tra le fughe di tanti connazionali. Perché a Tirana è ritornato e ci vive, i suoi genitori adottivi vivono a Brindisi e insieme alla città sono nel suo mondo. Adesso migra anche tra le farine, passa da un grano all’altro in Albania come da uno all’altro in Italia. Si è evoluto al pari del susumaniello brindisino, infatti, i tratti tolleranti e meritocratici della terra oste hanno permesso alle sue gambe di entrare nell’accademia italiana della gastronomia storica e alle zampe del susumaniello d’irrobustirsi facendone un vino d’eccellenza. Cosi come Brindisi, uguale ad un porto aperto, è raccontata ad arte, per sensibilizzare in Albania l’ascolto in gastronomia Mondi prepara il suo spirito nello stare accanto all’arte, per facilitarne la diffusione e la consapevolezza della memoria e stimolare la crescita del capitale umano da condividere. L’accoglienza è talento, diventa arte quando organizzata, Mondi ha incontrato il talento di Brindisi la notte del suo arrivo, l’illuminazione urbana è stata il suo spettacolo, le diverse luci erano lo spettacolo. La città non ha temuto l’avvicinamento inaspettato di un’altra identità, si è riversata in questa prestandole soccorso, cibandola. L’ospitalità ha in sé la generosità e nonostante l’abitudine alla lingua italiana, oggi Mondi sarebbe potuto cadere in confusione e avrebbe potuto coniarci il neologismo ospitalismo e noi alludere così all’esasperazione della parola ospitalità. Beh, non è accaduto. Questa è la libertà di Mondi con cui riempie della bilancia il piatto del dare, in quello dell’avere c’è l’inesauribile credito che vuole Brindisi pretenda.

 

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