Un mosaico di voci

Terra è femmina davvero, si può resisterle e ci si può far male. Il fard è il fertilizzante di bellezza espressa in ogni sua regione, luoghi della seduzione e di sudori diversi.

Il volto dorme a vista per metà, l’altra ti entra già dentro lungo il percorso inverso dell’ombra. Creatura fatale su cui crocifiggersi. Se morta, la morte è tentatrice su un letto che si crepa per poi sbriciolarsi. La sua superficie grida alla vita continuando a rassodare il suo peso e a far più dura l’eccitazione. La corteccia è di chi gli alberi li abbraccia quando vivi e li riconosce quando abbandonati dalla tempesta.

Figlia di un possente e ormai lento falegname che sente alle calcagna la fine della solitudine, le radici di Terra, invece, ancorano con precisione le gambe come pilastri mozzati nel suolo dei colori dell’infinito.

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Bellezza che infrange la convenzione e se la si vuol possedere occorre riconoscersi ombre capaci di sopportare almeno il calore solare, senza mimetizzarsi al riparo di esso o sotto protezione di un abito.

Terra è la femmina di Puglia che temiamo e che vorremmo, è colei che partorisce a vista i nostri vizi, non sempre riprovevoli, di recente diventano manifestazione di liberazione, di buona trasgressione dell’oscurantismo culturale locale a Carovigno. Terra è l’emancipazione di una cittadinanza che attraverso le forme artistiche abbandona la propria ombra dando vita ad altrettante voci.

[Dipinti di Cosimo Mosaico]

 

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