I vetri d’acqua

L’idea affinata di Brindisi diverse passa dal riuso della bottiglia di vetro.

Le nuove forme svolgono sempre funzioni domestiche, piatto e complemento d’arredo. Le tracce del vino, che ha già in sé il colore e l’essenza della terra, conducono a piccole stive a cielo aperto.

La prua taglia il mare ma lo offre pure con le cose della terra ferma e di quelle che stanno sotto. I remi hanno mescolato i mari e la fatica degli uomini, è il sacrificio della collezione Camparino, di uomini e donne che sanno di dover campare.

Arre.tu? E’ ‘sta sorta di fatalità, di dover sopravvivere di nuovo. Passi pesanti con calzari che hanno consumato la strada di questo sud ma ne hanno fatto culla e amaca.

Terra e acqua, entrambe croci e delizie di una città tentacolare, ricca di propaggini che si stirano e allungano la bellezza di Brindisi. Maria Concetta Malorzo apre la bottiglia e libera il contenuto creando una successione d’immagini obiettive e fantastiche. Le prime legano al design l’attenzione al riuso dei beni di consumo, ma bellezza obiettiva è anche il coraggio di far viaggiare le parti cupe del territorio con il fine di trasformare anch’esse. La bellezza fantastica spinge a vedere oltre il reale e a ricercare con la propria capacità d’immaginazione quanto più bella possa diventare la città.

 

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